C & B
DINO CONTENTI Contrabbasso
GIGI BIOCATI Batteria
Dino CONTENTI
contrabbassista, esordisce come musicista nell’85.
In seguito a lunga esperienza come bassista, maturata nell’ambito della musica moderna di vario genere (pop, rock, etnica, funky, blues, latin ecc…), entra in contatto con musicisti di varie tendenze.
Il suo avvicinamento al contrabbasso avviene dapprima con lo studio della musica classica; successivamente, l'esigenza di esprimersi attraverso l'improvvisazione, lo porta alla scoperta del jazz. Comincia ad esibirsi in concerti accompagnando musicisti italiani e stranieri, tra cui:
GIANNI NEGRO, PIETRO TONOLO, LARRY NOCELLA, EMANUELE CISI, ANTONIO FARAO’, MARIO RUSCA, RICCARDO ZEGNA, PAOLO BIRRO, GIANNI BASSO, CARLO SOLA, ENRICO RAVA, TIZIANA GHIGLIONI, FRANCESCA OLIVIERI, FLAVIO BOLTRO, FRANCO CERRI, BOB BONISOLO, HALSTEIN, TONY CASTELLANO, BOB MOVER, DICK ECKSTALLE SMITH, BARNEY KESSEL, JIMMY COBB, RAY MANTILLA, TOMMY CAMPBELL, SKIP HADDEN, GARRISON FEWELL, NORMAWINSTONE, GIANNI COSCIA, GIANLUIGI TROVESI, GABRIELE MIRABASSI.
Attualmentete collabora con il quartetto di CLAUDIO FASOLI e con il trio del chitarrista GARRISON FEWELL con il quale ha partecipato al Montreux Jazz Festival del ’98 e del‘99.
Con quest’ultima formazione spesso accompagna la cantante inglese NORMA WINSTONE, con l’arpista NewYorkese PARK STICKNEY con il quale ha suonato nel 2002/2003 in tutta Europa.
E’ stato il contrabbassista del Musical “A qualcuno piace caldo” con Alessandro Gassman, Gian Marco Tognazzi e Rossana Casale.
Numerose sono le patrecipazioni a trasmissioni televisive sui canali RAI e Mediaset.
Dal 1987 al 1999 ha svoltoattività didattica al CENTRO JAZZ di Torino.
Dal 1987 svolge attività didattica al CENTRO JAZZ di Torino.
Gigi BIOLCATI
Batteria e percussioni
Avevo tre anni quando la vidi per la prima volta. Nel magazzino dei miei zii. La pelle così bianca ed adorna d’ argento. Si. fù amore a prima vista. L’ indomani, tornai in quel magazzino; la scorsi in un angolo assipita. Intravidi, sotto alla coperta che la proteggeva, le sue gambe lunghe e affusolate e non potetti fare a meno di avvicinarmi a lei.
Sollevai la coperta e ne scorsi le rotondi, l’ accarezzai e dal profondo fui assalito dal desiderio di colpirla. Una, due, tre, forse quattro volte la percossi; un senso di eccitazione e di piacere mi salì, lungo il corpo. Poi, all’ improvviso, mi resi conto di quello che era successo. Scappai con la paura che qualcuno mi avesse visto ma, allo stesso tempo appagato dall’ accaduto.
Quella fù la mia prima esperienza con una batteria. cercai di dimenticare, inventandomi i più svariati hobby, ma quando, all’ eta di dieci anni, mi proposero di far parte del gruppo del gruppo dei tamburi che accopagnava le maiorettes di Santhià, forse anche un po’ rapito da quelle gunnelline che mi ballavano intorno, capii quanto per me la musica fosse importante. Veicolo di esplorazione, socializzazione, manifestazione, riflessione, guarigione!
Enrico Lucchini “ il Maestro” mi ha insegnato parecchio a proposito di: batteria, musica e vita
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